“Tempi supplementari” di Otello Marcacci

“I tempi supplementari sono tempi di grazia, nel calcio come nella vita. Quando la superiorità dell’avversario è schiacciante si cerca di coprire la porta fino al fischio finale, e, nel frattempo, si spera: si spera di limitare la sconfitta facendo almeno un goal, si spera che un pallone cada in avanti, quanto basta da far partire l’improbabile contropiede di un mediano; si spera di resistere fino alla fine. E allora si va ai supplementari. Giacomo e i suoi amici vanno tutte le estati al mare in colonia, con le suore, nella pineta di Marina di Grosseto. Quando raccolgono la sfida dei ragazzi di un’altra colonia, inizierà una partita di calcio che durerà per cinquant’anni.”

https://www.edizioniensemble.it/prodotto/tempi-supplementari/

Oggi, 25 marzo, esce in libreria il nuovo romanzo di Otello Marcacci “Tempi Supplementari” edito Ensamble. Ammetto che in un primo momento mi sono avvicinata alla lettura impaurita per la mia ignoranza riguardo il mondo del calcio ma mi sono subito ricreduta. A darmi maggior conforto sono state, però, le parole dell’autore: mi ha fatto veramente piacere poter parlare con lui e leggere le sue parole così appassionate e incantevoli.

Sin dalle prime pagine si possono toccare con mano tutti i sentimenti descritti, tutte le sensazioni provate dai protagonisti. Sensazioni scritte con parole semplici ma efficaci che sin dal prologo ti fanno sentire parte integrante del contesto. Un romanzo che parla di vita e morte, di malattia e dolore ma soprattutto di amicizia. Ma non di un’amicizia effimera, breve e di poco conto bensì duratura nel corso del tempo, sincera e vera.
Giacomo, Paolo, Bernardino e Marco sono i quattro moschettieri che vivono in pieno le loro avventure sin dagli albori della loro amicizia. Tutte le loro esperienze avvengono come vivessero in simbiosi ma ognuno con il proprio essere e il proprio modus operandi. Sono vicini di casa, frequentano la stessa scuola e lo stesso campo estivo.


“Non so dire bene che cosa provammo in quel momento. Era la prima volta che ci trovavamo davvero di fronte alla morte.
Fino ad allora l’avevamo affrontata solo come gioco. Guardie e ladri, pistolettate western, smitragliate, ma alla fine uno si rialzava sempre. In quel momento era diverso e non riuscivamo a muoverci né a spiccicare parola. E tutto era avvenuto con la semplicità che solo l’indole ingenua di ragazzi può restituire, in quel momento della vita di ognuno, in cui il patrimonio di orrore non ha ancora scalfito la bellezza dei cuori.”

E tra una chiacchierata leggera e scherzosa e riflessioni più profonde i quattro amici crescono e prendono coscienza delle loro capacità.
Le vicende sono ambientate nella nostra Italia, nella nostra casa che si è evoluta con noi. Il lettore ha la possibilità di poter toccare con mano, attraverso i pensieri e le azioni dei protagonisti, tutto ciò che è successo a casa nostra sin dagli anni ’70. Un resoconto storico che ci permette di vedere quanto e come è cambiato il nostro Paese nel corso di ben 50 anni.
Leggetelo perché non vorrei dirvi altro. Ve lo consiglio. Sin dalle prime pagine avvertirete amore, affetto, angoscia e dolore. Riderete, sorriderete, piangerete e proverete anche rabbia. Un romanzo ricco di suggestioni e di vita vera perché tra le pagine del libro leggerete la vita in tutte le sue sfaccettature.

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